Di Vivi Cervera

Mia madre ed io nel Cañón del Chicamocha - Santander - Colombia.

Ricordo come se fosse oggi i miei primi giorni in un asilo di “La Ciudad Bonita”, quando mia mamma mi portava presto, camminando verso quel collegio e mi veniva a prendere sotto il sole di mezzogiorno. Durante il tragitto noi due parlavamo delle mie cose ed io ne aprofittavo per chiederle i giochi che volevo mi regalasse e che lei, con tutto l’amore del mondo, mi comprava quando aveva i soldi. Nelle ore pomeridiane coloravamo disegni e posso ancora sentire la sua mano sopra la mia che portava la matita da un lato all’altro affinchè i colori non uscissero dai contorni della figura; era lei che mi difendeva dai bambini che mi facevano scherzi pesanti. Io avevo 5 anni e lei 29, perciò la sua gioventù, la sua bellezza interiore ed esteriore, la sua anima, il suo amore infinito verso di me, crearono tra le due un forte legame, unico, eterno. Lei è sempre stata lì ed è qui,  regalandomi l’esperienza per condividerla con te; se la mia maestra dell’asilo legge questo, è ora che si renda conto che non facevo i compiti da sola, perchè fin da prima di nascere sono stata al fianco di Francia, mia madre, quindi lei era e continua ad essere l’artista.

Se c’è qualcosa di cui sono sicura è che Dio e tutti gli esseri che abitano al di fuori della Terra si sentono orgogliosi della razza umana, così che si siedono ad osservarci perchè un giorno ci han visto partire dicisi per andare a vivere una delle esperienze stranamente più complesse che un essere vivo possa avere e loro seduti lì ci ammirano; siamo le loro dee, i loro dei finchè più esseri di luce si vestono di umani e si dispongono a intraprendere un viaggio indimenticabile che tu ed io stiamo vivendo. E’ una realtà: tu sei ammirata/o nei cieli per venire qui dopo che hai dimenticato chi sei, questo non è da tutti e desidero che ti senta orgogliosa/o di ciò che ti sto raccontando se non lo sapevi. Ti dico tutto questo perchè ti parlerò di tua madre e forse i tuoi rapporti con lei non sono stati dei migliori, forse è stata la peggiore di tutte le tue relazioni, forse lei non è nemmeno più su questo pianeta perchè tu possa parlarle, può essere che tu creda che lei non ti voglia vedere mai più o forse non possa accettarti come sei. Spero che sia maggiore il numero di persone che è sulla strada per superare la sua relazione con la madre e che tu faccia parte di quel gruppo; non voglio dirti che è perchè bisogna stare unite/i  gli uni agli altri perchè la vita è corta, perchè presumibilmente non siamo eterne/i; non voglio dirti che è perchè arriva il 2012 e bisogna essere in pace con l’umanità; non voglio dirti che lei è il tuo laccio con la vita e nemmeno voglio dirti che è stata lei che ti ha permesso di transitare per la strada infangata che hai conosciuto; non pretendo ricordarti che hai avuto ed hai l’esperienza terra grazie a lei. Non voglio dirti tutto questo perchè lo sai già, l’unico a cui aspiro è che ti metta in pace con te stessa perchè solo tu sai quanto dolore ti ha arrecato nascere, crescere e vivere; solamente tu conosci il valore della tua esistenza, il prezzo delle tue esperienze, la nostalgia dei tuoi passi. Perciò non ti dirò corri, va e abbracciala perchè non sono nessuno per fare questo. Rispetto il tuo modo di vedere la vita e rispetto profondamente le tue sofferenze. Ti chiedo solo che ti metta in pace con te stessa.

Sei nata/o innocente e anche se fai fatica ad accettarlo, anche lei lo è, ha solo dovuto vivere cose diverse da te, ha dovuto adattarsi ai suoi tempi, ad una epoca, ad un ritmo e soprattutto ha dovuto adattarsi alla memoria che vi unisce, al ricordo che ti fonde con lei. Tu non sei colpevole, nemmeno lei lo è, tra di voi sono solo accadute cose che in qualche modo sono state necessarie affinchè si sincronizzassero altre situazioni nella vita e se vuoi fare qualcosa di bello per te, allora non analizzare il passato, non chiedere di ciò che è successo, esisti, vivi e sii te stessa/o. Tua madre si trova nei tuoi pensieri, nelle tue memorie ed è possibile che non hai mai potuto vederla con occhi nuovi, con occhi di adesso; è probabile che tu non abbia avuto quella opportunità perchè la tua esperienza doveva essere com’è. Forse non ti sei messa al suo posto, ma se lo facessi, se ti vestissi con le sue stesse tragedie, allora faresti esattamente lo stesso di lei, ti comporteresti come ha fatto lei. Non ti chiedo di perdonarla perchè lei non vive fuori di te, ti chiedo solo che tu ti metta in pace con te perchè Dio ti ha solo creato. Se non analizzi questo,  se non cerchi spiegazioni, se non metti in discussione le tue proprie leggi, se non pensi come sei abituata/o, la vita sarà più facile da vivere.

Ho conosciuto storie difficili da capire tra madri e figlie. Qualche tempo fa ho visto il film “Precious” dove il personaggio della madre ha fatto cose innominabili con sua figlia ed io evitavo di chiedermi perchè, in quanto questa domanda mi porterebbe anni luce indietro, questa domanda mi avrebbe danneggiato nel trasportarmi lontano nel passato, nel tempo, nel dolore umano, nella memoria che dorme aspettando la mente ansiosa che ama chiedere disperata “perchè a me?”

Non allontanarti, resta qui e per favore perdonami per dirti che tutto il tuo passato non esiste perchè consiste in un ricordo che tu puoi cancellare o gestire. Per favore mettiti in pace con te stessa/o anche se non hai conosciuto tua madre; mettiti in pace con te stessa/o se l’hai conosciuta e non hai mai potuto amarla; mettiti in pace con te stessa/o se l’hai amata e credi che il tuo amore non è stato corrisposto; mettiti in pace con te stessa/o se lei se n’è andata e non hai potuto dirle nulla; mettiti in pace con te stessa/o anche se ti credi non degno/a di amarti; mettiti in pace con te stessa/o anche se non vuoi sapere nulla di lei; mettiti in pace con te stessa/o anche se il tuo rapporto con lei è rotto definitivamente; mettiti in pace con te stessa/o anche se la vita ti ha mostrato solo la sua faccia triste; mettiti in pace con te stessa/o anche se i tuoi figli non ne vogliono sapere di te; mettiti in pace con te stessa anche se non sei stata la migliore delle mamme; mettiti in pace con te stessa/o perchè  sei solo tu importante. La vita si osserva attraverso i tuoi occhi, non attraverso gli occhi di tua madre; la vita prende i suoi colori a partire dal tuo sguardo, non attraverso di chi vive in te, perciò chi conta sei tu. Approvati. Approvati. Approvati. Hai dovuto farlo, hai dovuto viverlo, non avevi alternative (lei nemmeno). Non esistono i colpevoli, ci sono solo persone che si comportano secondo ciò che solo conoscono, così è successo a te. Perdonati. Amati qualunuque cosa accada perchè così alimenterai quasi per osmosi l’energia di tua madre. Ringraziati perchè solo così puoi renderti conto di quanto coraggioso sei stato per venire qui a rappresentare un personaggio a creare un mondo migliore cominciando proprio da lui. Non è grandioso? Non sei magnifica/o, meravigliosa/o, unica/o?

Se sei già madre, tanto meglio. Non parlare se non vuoi, non discutere e se non lo desideri non andare nemmeno a  bussare alla sua porta, non ne hai bisogno e nemmeno è un requisito per essere in pace con te stessa.  Tieni solo presente che quando discuti l’atteggiamento di tua madre, quando la colpevolizzi ti trovi ad un passo dal commettere i suoi stessi “errori” e dal trattare i tuoi figli come tante volte hai odiato quando lei trattava te così. Per fermare questo flusso di azioni dannose è necessario che entri in te e faccia il meglio per te. Hai tra le tue mani l’opportunità di dare amore incondizionale o di ricreare una e più volte l’immagine di tua madre perchè forse nel tuo cuore continui ad ospitare l’immondizia della tua mente. Mettiti solo in pace con te stessa, perchè attraverso i tuoi occhi si vive, attraverso i tuoi occhi io prendo vita, attraverso i tuoi occhi esistono le tue figlie, i tuoi figli e anche tua madre.

In ogni avvenimento della tua vita pronuncia: mi spiace, perdonami, ti amo, grazie e fallo per te, in questo modo ricoprirai ogni essere vivo. Io lo faccio adesso per te: mi dispiace, perdonami, ti amo, grazie, grazie, grazie.

Questo articolo è un omaggio a Francia, mia madre e a tutte le madri del mondo nel mese di maggio 2010. Grazie a lei per avermi dato alla luce, per darmi insegnamento, per amarmi e a te grazie per leggermi.

Ieri, Carlos Alberto mio maestro e fratello minore mi disse:

“quando sei triste o senza energia coricati a fianco di mia mamma affinchè ti nutra con l’amore più bello e puro che sia potuto esistere, lei fa rinascere chiunque”.

Copyright, 2010. Vivi Cervera. Diritti d’autore riservati.

Traducido por Sabrina Selmo (fissel_1@yahoo.it)

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