Di Vivi Cervera

Qualche giorno fa mi sono svegliata improvvisamente alle 3 di notte e mi è apparsa una visione, per me strana:

il mare  e la sua dea Yemayá.

Subito una voce…

“Scrivi su Yemayá per le acque e le piogge del Sudamerica,  fallo subito”.

Non mi sono nè sorpresa nè spaventata perchè sono abituata a questo tipo di cose che accadono nella mia vita e anche perchè da qualche giorno sto pulendo in me i paesi colpiti dalle inondazioni. Non so nemmeno con precisione da dove è arrivata  la voce, ma senza dubbio proviene da uno spazio sacro. E come potrai immaginare, la voce non mi ha lasciata in pace  fino a quando mi son seduta ed ho iniziato a scrivere; io non discuto con la voce, mi lascio solo trasportare da essa e qui c’è il risultato di ciò che mi ha ispirato. A prescindere che non posso nascondere il mio fascino per la mitologia e la sua connessione con la nostra coscienza, scrivere questo articolo diventa per me un’esperienza  divina per il solo fatto di rendere un tributo a Yemayá.

Yemayá è una divinità (Orisha) africana protettrice degli esseri che si trovano in difficoltà o in pericolo dalle piogge, tempeste, inondazioni o qualsiasi altra situazione nella quale ci sia eccesso d’acqua. Lei (nella religione cattolica la Virgen de Regla) rappresenta anche l’utero di tutte le specie, così come la fertilità o la maternità e per questo governa il tuo ventre, dove simbolicamente si trova il tuo amato pianeta.

L’ Universo è qualcosa di così sorprendente che diventa strano o difficile capire che una goccia d’acqua contenga le acque della vita e le acque del pianeta di tutto lo spazio/tempo. Spiritualmente e quantisticamente parlando la composizione di una sola goccia d’acqua può pulire l’acqua di tutto il tuo corpo ed ogni goccia d’acqua del tuo corpo può pulire tutte le specie e tutti e tre i regni della natura. Una goccia d’acqua contiene la vita stessa, il cosmo,  la coscienza collettiva e la divinità in te.

Quanto potere possiedi!

E’ per questo che svegliandoti al mattino, prendendo un bicchiere di vetro della misura che preferisci, versaci acqua di rubinetto nella quantità che consideri sensata e poi rivolgigli le parole guaritrici (mi dispiace, perdonami, ti amo, grazie), stai ripulendo l’acqua della Terra e soprattutto stai pulendo in te le memorie o i ricordi che fanno sì che la pioggia, i fiumi e i mari straripino provocando catastrofi in alcune nazioni. Appoggia poi il bicchiere d’acqua in una zona della tua casa che ti sembra meglio e vuotalo alla sera ringraziandolo. Riempilo di nuovo affinchè pulisca le tue memorie durante la notte e ripeti tutto questo ogni giorno fino a quando lo consideri necessario.  Puoi ripetere sempre questa operazione e tieni presente che non ci sono regole stabilite, ascolta il tuo cuore, non discutere con la voce divina che ti parla e a partire da questo crea le tue regole;  avranno sempre un grande valore nel tuo universo, al quale mi sento di appartenere con gioia.

Puoi anche bere il tuo bicchiere d’acqua e dirgli: “Ti amo acqua”* oppure: “Acqua, pulisci in me ciò che sta contribuendo a ___________ (inserisci in questa riga la tua necessità o il tuo problema). Poi lascia andare, lascia che se ne vada il motivo della tua afflizione. Noterai in breve tempo le differenze in te. Non sto parlando degli altri, sto parlando di te. Noterai le differenze nel tuo sentire. Questa connessione con l’acqua puoi averla per tutte le situazioni difficili della tua vita, per la tua salute, per la tua abbondanza, per ciò che desideri pulire in te, perchè il mondo con la sua devastazione e la sua grazia eterna, con la sua apparenza limitata, a sua volta perpetua, vive in te.

La spiegazione che ti ho appena dato è l’origine dello slogan di questo blog: “Una esperienza olografica perfetta”; perchè una goccia d’acqua è un ologramma di tutta l’acqua esistente, così come tu sei una rappresentazione o un ologramma di tutta la Creazione, di tutto l’Universo. Quindi in una piccola porzione d’acqua estratta dal tuo corpo, si può trovare il senso dell’esistenza umana, così come la sua storia, il suo inizio, la sua fine e il suo adesso.

Allora, anche lì in qualche posto tuo si trova Yemayá, la dea delle acque, che in questo momento prende tutta la forma che tu riconosci come tua divinità e ti ispira affinchè guidi con le 4 parole guaritrici le acque del tuo paese verso quei luoghi che ne hanno realmente bisogno, che anch’essi si trovano nell’immensità del tuo Essere e che ora puoi saziare.

Rispetto profondamente l’eredità ancestrale di tutti i popoli, rispetto le diverse etnie con le loro tradizioni e le credenze religiose delle nazioni, rispetto la cultura e i miti di ogni ossere umano. Tutti questi aspetti sotto diversi nomi o archetipi si fondono in un solo cuore per darci identità, per orientarci, per unirci come specie, come razza, come esseri umani. Qui non importa se non hai mai preso in considerazione che Yemayá è tua madre o se non la conoscevi; semplicemente perchè essa può essere stata nella tua mente come Vergine Maria (la quale a sua volta assume diversi aspetti o nomi), la Virgen de Regla, Demetra, Kwan Yin o Iside. L’unica cosa che conta qui è che tu riconosca la tua divinità in qualsiasi forma che prende un Dio, un Orisha o un Santo e che agisci a partire da esso. Qualunque sia, Yemayá è qui con te.

Se ami la musica cubana, c’è un dato interessante: Celia Cruz ha cantato con la Sonora Matancera alla indimenticabile Yemayá. Sono cresciuta ascoltando questa canzone perchè piaceva molto a mio padre (r.i.p.). Quindi, ispirati e cercala in Youtube.

Ti saluto con Deva Premal.

Grazie per leggermi. Ti amo.

Celia Cruz:

© Tutti i diritti sono riservati. Vivi Cervera 2010.

Tradotto da Sabrina

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