Di Vivi Cervera

Spero che questa serie sulla dieta di pensieri ti sia stata di aiuto. Scrivo sui pensieri positivi perchè è molto umano che oscilliamo, che ci muoviamo tra la paura e la speranza, che un giorno ci svegliamo con energia positiva mentre in altri giorni non abbiamo nemmeno il desiderio di provare qualcosa di nuovo. Questo è parte della “Legge del ritmo”, che è la stessa legge che copre le onde del mare, con le sue alte maree o con le sue onde tranquille. Perciò se senti di nuovo che il tuo mondo si sta sgretolando o che è sottosopra, ricorda la legge del ritmo, che significa che tutto nell’universo ha un ciclo, che tutto sale e scende. Non vuol dire che sarai sempre triste e malinconica, questo ti permette di comprendere che l’accettare i ritmi del tuo essere, ti renderà più facile vivere in esso.

Per questo è così importante che tu possa contare sul tuo stesso appoggio incondizionale perchè è esattamente quel sentimento che ti permitte di trovare le parole perfette di cui hai bisogno per continuare con il tuo lavoro interiore. Quindi parlando delle parole che integrano la tua dieta di pensieri, voglio darti il significato esatto della frase “MI APPROVO” perchè la cominceremo ad utilizzare più che prima e perchè quando la pronunci tu sappia con certezza cos’è che stai accettando. Quando ti approvi, stai dicendo a te stessa che per quanto così terribile e abominevole sia stato ciò che hai fatto o per quanto dispregevole sia ciò che stai pensando, comprendi che quell’atto sincronizza molte altre vite intorno a te, che il tuo livello di coscienza nel momento di sbagliarti era d’accordo con l’atteggiamento che hai avuto e che non potevi fare qualcosa di diverso; perciò la tua infanzia, la tua gioventù e la tua esperienza ti hanno condotto a vivere una serie di situazioni difficili che non potevi e che forse tuttora non puoi evitare perchè sono necessarie. Allora “Mi approvo” è: mi comprendo, mi capisco come solo io posso farlo e se io mi approvo, le altre persone impareranno a farlo con se stessi e con me. “Mi approvo” significa “mi amo anche se ho______________.” E significa anche: “Sono incondizionale con me stessa”, “Io posso perdonarmi totalmente”, “Io Sono innocente”. Puoi cominciare ad approvarti per: essere ammalata, avere migliaia di debiti, sentirti sola, avere problemi famigliari, aver perso qualcuno o aver disperatamente bisogno di qualcuno, etc.

C’è una storia molto carina su Budda, che è più o meno così:

“una volta un giovane desiderava essere discepolo di Budda così andò a dirglielo. E Budda la prima cosa che chiese fu: Hai già rubato? Al che il giovane rispose di no. E Budda gli disse: allora vai a rubare e quando lo avrai fatto torna qui.”

Credi ci sia un grande rischio nell’approvarti perchè pensi che se dici “SI” a tutto, allora i problemi non se ne andranno, ma mi rendo conto che per disapprovarti non se ne sono nemmeno andati, ho il presentimento che continuano a seguirti al tuo fianco come un’ ombra, quindi se i problemi non se ne andranno faccia quel che faccia, è meglio che te la spassi mentre ti dici sempre  “SI” (tieni conto della logica, non si tratta che tu dica “si” a una autostrada piena d’auto e ti lanci ad attraversarla, ti chiedo senso comune, nient’altro). Hai notato quanti “no” dici al giorno? Molti! Anch’io lo faccio e credo che se ci approvassimo sarebbe più facile dire “SI”. Nota come cambia la tua energia quando dici ad alta voce: “SI’  ALL’AMORE, SI’ AL DENARO, SI’ ALLA MIA PROSPERITA’, SI’ ALLA MIA PACE!”. Le parole unite alle tue intenzioni sono una forza potente che ti permetterà passare da uno stato di apatia ad uno di allegria, allora approfittiamo della forza che contiene la nostra intenzione di cambiare. Devo fare una nota al riguardo: Anche se non hai il desiderio di dire “SI” a tutto, approvati e pensa: “SI’. Per approvarmi a negare, SI. Per non voler dire Si.” E’ facile.

Quando ti applichi in questo modo al lavoro o a casa, le persone che condividono con te  questi spazi possono sentirlo e a loro volta trasmetterlo, la tua energia è contagiosa. Per questo è piuttosto sottile, delicato, perchè si formano catene energetiche con l’intenzione di una sola persona. Fai attenzione al seguente esempio: Un ragazzo che lavora in un ristorante come cameriere ha una forte discussione con sua madre prima di uscire di casa, quindi arriva al lavoro con uno stato d’animo totalmente negativo. Questa energia attrae altre uguali, anch’esse cariche di rabbia; ad uno dei tavoli si siede un signore ben vestito, che anch’egli porta con sè problemi di casa sua ed è molto arrabbiato anche se non lo sembra. Al cameriere protagonista della storia gli tocca portare il cibo al tavolo di questo signore e quando lo fa, non si sa come o perchè, si rovescia il piatto di minestra macchiando immediatamente il vestito dell’uomo e sporcando molto il posto. Com’è naturale, quest’uomo, al quale gli si è rovesciata addosso la minestra, impreca un’infinità di cose al ragazzo e quest’ultimo risponde per difendersi. Allora compare il padrone del ristorante e spiega al cliente arrabbiato che si è trattato di un errore umano e che non ha diritto a imprecare così tanto. Il cliente insolente lo colpisce. Nel ristorante ci sono vari tavoli pieni di altri clienti che anch’essi prendono partito e le botte vanno e vengono. La polizia arriva, si porta via le persone coinvolte per sistemare la situazione nel luogo adatto. Il  ristorante chiude. Le persone abituate a mangiare lì e che lavorano negli uffici vicini, si sentono aggredite perchè lo trovano chiuso e pensano che resteranno affamate, che è tutta colpa di __________, e che per questo arrivano sempre tardi ovunque. Tornano affamate nei loro uffici perchè non ci sono altri posti dove mangiare, quel ristorante è l’unico e inoltre si è fatto tardi. Alla fine forse non desiderano nemmeno mangiare ma desiderano poter scaricare ancora più la loro ira repressa. (Non sto a raccontare cosa successe negli uffici perchè sarebbe troppo lungo, ma posso invece dirti che le parole che si sono dette nella casa di un ragazzo, al mattino presto, sono state il detonatore di tutto questo conflitto).

Qualcuno disse che il modo migliore per vincere una discussione è evitarla; ma a volte non è così semplice. A volte una parola può detonare ricordi così dolorosi, sepolti da strati e strati di repressione, che forse non è così facile comprendere l’atteggiamento ostile di qualcuno, perciò, è possibile che non possiamo fermarci e cominciamo una grande battaglia verbale. La ragione della rabbia non è quella che crediamo, il vero motivo dell’ira è addormentato mentre una parola funge da grilletto per scatenare le nostre risposte violente. Se questo ti succede con le parole che ascolti dagli altri, se non puoi evitare di fermarti in tempo, se ti arrabbi per l’ironia di qualcuno, approvati. Chi più di te sa come hai vissuto? Chi più di te sa perchè sei esplosiva e cosa hai dovuto passare? Nessuno. E nella misura in cui ti ami, la tua rabbia diminuirà.  Non ti dico di fare del tuo ufficio un campo di battaglia e poi approvarti! Ti invito a comprendere l’origine di una discussione, prima che si verifichi e se ti sfugge di mano, di conservare un atteggiamento pacifico, perchè le parole che hai ascoltato han toccato fibre molto dolorose del tuo essere; per favore non rimproverarti o criticarti, ma, comprenditi. Tutti noi passiamo per questo tipo di esperienze e ho’oponopono non cerca di reprimerti ancor di più, il suo obiettivo è che tu ti ami come sei perchè dietro a queste emozioni forse non espresse nel modo ideale, è nascosta una benedizione; dietro alle tue guerre c’è una lezione: tutte le esperienze dolorose ci lasciano grandi insegnamenti, se così scegliamo di considerarlo. Ora sai che se qualcuno ti dice qualcosa di offensivo, non si tratta di te, non è mai personale, si tratta di un argomento non risolto nella sua vita, che in qualche modo ti coinvolge ma non nel modo doloroso che tu credi. Lì esiste una memoria da cancellare, perciò ti dirai semplicemente: “Mi amo”.

Ritengo che ci sia una grande differenza tra tollerare e sopportare. Quando tolleri sai che ciò che senti o percepisci è più tuo che non degli altri, quindi non sei una vittima. Quando sopporti qualcosa, ritieni che i tuoi diritti stanno per essere violati e che qualcuno ha abusato della tua buona fede, in poche parole sei vittima. E il vittimismo è mancanza di amore per te, ma non preoccuparti, non sei da sola in questo; tutte siamo nella stessa scuola; ora sai già che quelle persone con le quali forse ti trovi oggi, anch’esse si considerano vittime, anch’esse hanno bisogno di aiuto e quando ti aggrediscono con le loro parole è quando più hanno bisogno di te.

Le parole di approvazione, amore e affetto che rivolgi verso gli altri sono come una scintilla di luce che tocca l’anima di quelle persone che sono parte della tua realtà. Perciò, quando la luce si da a loro, si da anche per te. Stiamo imparando a creare una relazione stabile con noi stessi e passo dopo passo ci stiamo riuscendo. Il dialogo interiore che sostieni con te può aiutarti a costruire il mondo che desideri. Quel dialogo è quella piccola voce che esce quando sei trascurata, quella che ti dice che menti quando dici di essere felice, è quel suono che ti dice molte volte che sei ancora ammalata o che non uscirai dai tuoi debiti, è quella che ti sfida a cercare più risposte in te, quella che ora ti mette a pensare e a decidere se potrai riuscirci questa volta. E io so che ci riuscirai. Scegli di avere una conversazione più carina con te, scegli di parlarti con più affetto, così come se fossi la tua nuova mamma o il tuo nuovo papà; credo che sei pronta per essere madre o padre della bimba che ancora sei. Ci stai riuscendo perchè alla fine è tutta quella sensazione di disagio e impotenza ciò che dà origine agli scritti come i miei, vero?

Un abbraccio e a presto,

ps. Ti suggerisco un momento felice, guarda il film “Yes man” con Jim Carrey e ascolta la canzone di Reyli: “il giorno migliore della mia vita”, ti lascerà qualcosa di bello.

Copyright, 2009. Vivi Cervera. Diritti d’autore riservati.

Traducido por Sabrina Selmo (fissel_1@yahoo.it)

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