Di Vivi Cervera

Nelle antiche terre dei cavalieri del graal, il re Anfortas si trova gravemente ferito dalla spada di Klingsor e può essere curato sola dalla stessa spada in mano ad un cavaliere chiamato Parsifal, il quale dovrà affrontare molte prove, inganni e situazioni che lo portano al castello magico di Klingsor per togliergli la spada e  restituire la vita al re del graal, Anfortas (per  alcuni autori Amfortas).

In alcune altre versioni di questa leggenda di Wagner, il giovane Parsifal dovrà salvare la vita del re facendogli due domande che ispirano compassione e che permettono all’ammalato di trovarsi di fronte alla radice del problema. Anche se questa versione si adatta al contenuto di questo articolo, io ho preso la versione della spada perchè con essa è più facile comprendere che l’unico modo perchè Anfortas tornasse in vita era il reincontro con la sua ombra, con la sua ferita, incorporando di nuovo nel suo corpo il dolore che aveva sofferto nell’essere ferito da Klingsor e questo poteva farlo solo la spada tra le mani di Parsifal come alla fine accadde.

L’ombra è tutto ciò che vuoi sradicare dalla tua vita per essere felice  o per essere completamente buona(o), perchè tutto vada secondo il tuo concetto mentale di bontà o di armonia. Forse desideri eliminare una malattia, il ricordo di una relazione che ti ha ferito, la mancanza di denaro; forse vuoi eliminare la tua rabbia, il tuo rancore, il tuo risentimento, il tuo dubbio, la tua paura, forse vuoi cancellare quell’insoddisfazione permanente che ti accompagna, quella parola che non hai pronunciato o quel grido che hai soffocato. Ci sono tante cose che vuoi combattere, che devi perfino pensare alla possibilità di smettere di combattere il tuo desiderio a combattere. Ci sono tante cose contro le quali stai lottando, che devi perfino aprirti alla possibilità di smettere di lottare con il tuo desiderio di lottare. (Ho scritto in precedenza su questo, leggere “Asterión”).

C’è una espressione magnifica nel libro che si chiama “La malattia come simbolo” (T. Dethlefsen, y R.Dahlke) che è: “La malattia è ciò che manca al paziente per essere sano”. Questo significa che nel suo affanno per distruggere la malattia, nel suo percorso verso la salute, il paziente va verso il lato opposto e crea lo squilibrio. Il malato anela la salute e rifiuta il sintomo per una paura ancora più grande: la morte (scriverò successivamente su questa innata paura di morire) che è completamente naturale. Dethlefsen  e  Dahlke  hanno una spiegazione eccellente sulla leggenda del graal che allego alla fine.

Non so se manca molto tempo perchè tu comprenda che sei l’unità  e che quindi non puoi separare la salute dalla malattia perchè si necessitano a vicenda e che un sintomo comincia a manifestarsi quando qualcosa è stato rifiutato, quando non hai permesso che qualcosa restasse o quando hai voluto che qualcosa di sgradevole se ne andasse. Non ti è possibile separarti perchè sei metà oscura e metà luce, perchè una parte di te o di me è unita alla parte terrena dell’Essere e l’altra alla sua parte celestiale, allora come scegliere solo il bene?

Niente e nessuno è assoluto. Niente nè nessuno è totalmente buono nè totalmente cattivo. Tienilo presente.

Se portiamo questo ad esempi pratici puoi comprendere perchè le diete non funzionano , in quanto se lotti contro il peso del tuo corpo è perchè ricerchi la magrezza e in quel desiderio c’è rifiuto, odio verso il tuo corpo, che passa ad essere parte della tua ombra; questa è ubicata mentalmente fuori di te in attesa che la includi, che la lasci passare, che la ricevi, la accetti, la ami. Può passare una vita intera senza che tu voglia accettare la tua ombra, quindi che farai ? accettarlo o rifiutare anche questo?

Cosa c’è nella tua ombra lettrice/lettore? cos’è tutto ciò che vuoi eliminare ad ogni costo?

Questo si applica nello stesso modo alle tue relazioni di coppia, se vuoi sapere cosa sta conformando la tua ombra al riguardo, chiediti: Desidero eliminare qualche comportamento in quella persona? Vorrei aggiungerle qualcosa che secondo me manca? Vorrei che fosse diverso?

Per integrare l’ombra è sufficiente che ti ami così come sei, senza nemmeno pensare alla possibilità che hai trascorso male la tua vita o che ti sei sbagliato, questo sarebbe un aggiungere più carico all’ombra. Anche se ti rendi conto che ti dico cose importanti e che è possibile che tu abbia agito al contrario di quanto qui espresso o che senti che la tua ombra è molto densa, non ti rimproverare. Una volta ancora ti dico: approvati. E succeda quel che succeda, abbi cura di te perchè esisti solo tu. Se hai cura di te, se ti ami anche se senti di non essere buona(o), tutti intorno a te staremo bene, io starò bene.

Nel racconto del graal, il re Anfortas ha dovuto accettare un’altra volta la spada, ha dovuto essere toccato dall’arma che lo ferì gravemente perchè solo così sarebbe tornato in vita. A questo modo funziona tutto in natura e noi esseri adorabili stiamo cominciando a vederlo perchè questo è il momento, questo è il tempo; quindi cos’è ciò che devi amare di te? Cos’è ciò che devi perdonare in te? Cos’è ciò che devi ringraziare della vita?

Hai bisogno permanentemente del dolore?

Forse si. Il dolore è tutto ciò che ripudi e mentre più lo vuoi allontanare , più ti farà compagnia. Il dolore o la insoddisfazione è la parte oscura della tua coscienza che si rende evidente o che si manifesta come tale perchè non la vuoi al tuo fianco. E in questo momento che sai che esiste nella tua vita credi che è possibile lasciarla andare e mi chiedo :”dove andrebbe il tuo dolore o la tua ombra se sei tu che lo sente? Dove andrebbe da non poterlo piu sentire? Qual’è quel luogo libero dai tuoi ricordi? Non esiste quel posto perchè tu sei la unità e  tutto accade in te.

Il dolore è quel personaggio sinistro che ti fa viaggiare all’inferno in notti oscure perchè tu possa intervistarti con tutti i tuoi demoni,  perchè vuoi chiedere loro: Dov’è Dio quando più ne ho bisogno? Esiste? Posso aver fiducia di Lui? E quando i tuoi demoni spaventati ti confessano che Dio è una idea nella tua testa, allora smetti di cercare, smetti di chiedere e smetti di lottare perchè se Dio è una tua idea, allora anche la tua malattia, le tue carenze, le tue relazioni e il tuo denaro lo sono. In quell’istante quando ti scopri, smetti di sentire la necessità che Lui faccia qualcosa che tu non fai per te. Negheresti anche questo?

“Mantieniti in pace con  Dio, qualsiasi sia la tua idea di Lui”. Desiderata

“La narrazione del Graal tratta esattamente di questo problema. Il re Anfortas è ammalato, ferito dalla lancia del mago Klingsor o, in altre versioni, da un nemico pagano o, addirittura, da un nemico invisibile. Tutte queste figure sono simboli inequivocabili dell’ombra di Anfortas: il suo avversario, invisibile per lui. La sua ombra lo ha ferito e lui non può guarire con i suoi mezzi, non può riacquistare la salute, perchè non osa chiedere la vera causa della sua ferita. Questa domanda è necessaria, ma chiedere questo significherebbe chiedere la natura del Male. E, dato che lui è incapace di intraprendere questo conflitto, la sua ferita non può cicatrizzarsi. Lui aspetta un salvatore che abbia il coraggio di formulare la domanda redentrice. Parsifal è capace di questo, perchè come indica il suo nome, è lui che «va in mezzo», in mezzo alla popolarità del Bene e del Male con cui ottiene la legittimazione per formulare la domanda salvatrice: «cosa ti manca, Oheim?» La domanda è sempre la stessa, sia nel caso di Anfortas che in quello di qualsiasi altro malato: «L’ombra!» La sola domanda riguardo al male, riguardo al lato oscuro dell’uomo, ha potere curativo. Parsifal, nel suo viaggio ha affrontato coraggiosamente la sua ombra ed è sceso nelle oscure profondità della sua anima fino a maledire Dio. Chi non ha paura di questo viagio nell’oscurità sarà finalmente un autentico salvatore, un redentore. Per questo, tutti gli eroi mitici hanno dovuto lottare contro mostri, dragoni e demoni fino addirittura con lo stesso inferno, per essere salvi e salvatori.” Frammento da “La malattia come simbolo”.

L’ombra ti perseguirà sempre?

Questo dipende da quanto amica sua diventi.

Grazie per leggermi.

Continuerà… (leggere L’ultimo passo)

Vivi Cervera. Copyright 2010. Diritti d’autore riservati.

Traducido por Sabrina (fissel_1@yahoo.it)

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