Di Vivi Cervera

Il mondo che vivi è così relativo e così flessibile, che in qualsiasi istante puoi decidere quale concetto creerà la tua realtà. Questo lo penso e lo scrivo perché ci sono persone che ignorano questi argomenti, sui quali tu ed io appoggiamo la nostra esistenza e –apparentemente- per loro, il mondo è un campo di battaglia dove si deve lottare per ottenere  qualcosa che è immeritevole e ottenuto a base di dolore o sacrificio. Queste persone hanno scelto di vivere in questo modo, così come tu ed io scegliamo di prendere una strada più rapida verso l’incontro con l’ amore al nostro essere. In modo che il mondo continua ad essere flessibile, sei tu chi sceglie quale verità vivere. Se credi che tutto questo non è altro che un mezzo di distrazione di massa, allora è così; al contrario, se pensi che stai imparando ad essere libero interiormente perché puoi scegliere, allora la tua verità è la stessa della mia e così è. Questo articolo tratta su una creazione che ci coinvolge tutti ed ha a che vedere con le relazioni che stabiliamo nel corso della nostra vita qui.

Il cammino che scegli oggi per metterti alla prova, ha a che vedere con la tua decisione di creare la realtà che vivi; ciò comprende situazioni, persone, forme fisiche, forme astratte, soluzioni, verità universali, relazioni, etc.  In tutto ciò sei la parte che ha dato alla tua vita e alle tue esperienze una ragione per stare qui adesso. Queste creazioni hanno luogo in un altro piano nel quale siamo la totalità espressa in modo individuale. Fu così come celebrasti un contratto con i tuoi genitori, fratelli, amici, compagni di vita, colleghi di lavoro, con il fine di rappresentare un personaggio determinato nell’opera che significa la vita. Allora ridi, piangi, avanza, cadi, sali, scendi, senti, fai male, ferisci, fallisci, accerti, ricorda, dimentica e in ogni modo adempi sempre con la tua parte del contratto emozionale che ora scegli di ricordare e che ti rende responsabile al  100%  della tua vita.

Credo che questa è la parte che ti è più difficile accettare, perché ora ti chiedi : Responsabile io? E perché? Per caso posso essere responsabile se  qualcuno mi danneggia?

La risposta è SI, perché solo così puoi modificare la parte della tua vita che ricordi con dolore e che ti rende parte di una ingiustizia che in realtà non esiste. L’ingiustizia non esiste o chiediti per chi è più ingiusto: se per il pulcino o per il lombrico! Credere nella giustizia è parte del gioco che ci fa spesso esclamare “Per Dio, non è giusto che mi fai questo!”. E lo abbiamo detto fino allo sfinimento perché non ricordiamo che tutto quello che c’è intorno a noi è una creazione che sorge dai nostri pensieri e intenzioni e quindi è anche il risultato di patti o contratti emozionali celebrati in un altro piano della nostra esistenza con l’unico fine di farci mettere alla prova con le diverse sfaccettature che possiede il nostro Essere.  Sei responsabile al 100% perché sei il creatore di ogni tua esperienza e la tua vita su questo pianeta sarà più semplice se cominci a tenerlo in considerazione fin da subito.

Un esempio di contratto emozionale può essere quello di un giovane ragazzo che prende la responsabilità di lavorare quando non è ancora il momento per mantenere la sua famiglia, perché il padre è deceduto o se n’è andato via. Il ragazzo comincia ad assumere il ruolo di  “padre/marito” (poiché in qualche modo simbolizza ciò nel gruppo) fino a quando lo considera necessario, fino a quando lo ritiene conveniente o fino a quando lo può fare, in virtù dell’ accordo che ad un certo livello ha con gli altri membri della sua famiglia.

C’è anche il caso della ragazza che essendo ancora molto giovane, si impegna a svolgere i lavori di casa, ad aiutare i suoi fratelli più piccoli, a lavar la roba di suo padre, a compiere i suoi doveri scolastici e qualche volta a lavorare, perché non c’è più la sua mamma e in questo modo assume un ruolo di “madre/moglie” (in qualche modo rappresenta questo per la sua famiglia).

Un altro contratto emozionale è dato tra le coppie, quando ti senti impigliata/o in una relazione che non ha mai avuto inizio e che sembra non avere fine, in quanto in mezzo esiste più un impegno che un sentimento; così ti senti meglio con te stessa/o  restando lì, essendo parte di una relazione che non funziona perché ti farebbe male abbandonare tutto per paura di quello che potrebbe succedere all’altra persona, più che per te. Il tuo ruolo potrebbe essere quello di compagna/o madre/padre /figlia/figlio.

Ci sono figlie che sono rimaste in casa una vita intera per un contratto emozionale con i loro genitori, in questo modo hanno evitato di avere una propria famiglia, con il fine di garantire una stabilità per tutte le persone coinvolte.

I contratti tra amiche e amici sorgono quando al dire la verità comporta un rischio per l’amicizia. Quando esprimendo ciò che senti può provocare una reazione sbagliata da parte dell’altra persona e questo fa precipitare il fine di quella relazione. Perciò parte del comportamento abituale è  “proteggere” il tuo vincolo con la tua amica/o, anche se questo significa smettere di essere te stesso.

I contratti emozionali sono tue creazioni, quindi quel brutto momento del tuo passato è prodotto di una necessità del tuo essere per conoscersi in modo totale ed è così come rappresenti poi diversi personaggi, assumendo diversi ruoli, interpretando la vita in modo continuo fino a quando decidi che è ora di chiudere qualcuno di quei contratti o forse tutti. In un contratto puoi sentirti vincolata/o, sotto pressione per eseguirlo fino alla fine ed è quando non hai il coraggio di lasciare un gruppo di persone che possono volare da sole o che non puoi abbandonare un impiego dove non ti senti soddisfatta/o perché ti invade il timore di restare non protetta con tutte quelle responsabilità su di te che ti aspettano. Può anche essere che senti che è qualcosa che devi fare perché può essere come la tua missione e questo forse ti facilita un po’ di più la tua vita.

Le nostre relazioni con gli altri si basano su contratti dove chiediamo che facciano questo o altro per adempiere al nostro progetto di vita. Allo stesso modo accettiamo di interpretare certi personaggi per adempiere i progetti della vita degli esseri che ci circondano. Naturalmente i migliori accordi sono quelli che ti permettono di sentire pienezza, soddisfazione, totalità e gratitudine nel viverli.

Allora … bisogna continuare con il contratto? Bisogna chiuderlo? Ti senti vincolata/o a qualcuno? Ti è toccato vivere una vita che detesti ?

Hai  3 opzioni che si appoggiano sulla tua capacità di scegliere:

  1. Sentire gratitudine per l’ esperienza vissuta (Questo è essere responsabili al 100%)
  2. Concludere il contratto emozionale se senti che ti ferisce (Questo è essere responsabili al 100%)
  3. Continuare ad essere parte del contratto nel mezzo del dolore e dei lamenti (Questo significa colpevolizzare le altre parti del contratto)

Tu hai le risposte. Come creatore/creatrice della tua esperienza puoi iniziare o concludere un contratto quando lo desideri, evitando nel possibile di essere vittima delle tue stesse decisioni. Solo questo.

Ho utilizzato le parole  “contratto emozionale” perché evocano patti, impegni, legami in cui coinvolgiamo i nostri sentimenti, spero che così venga interpretato. Personalmente mi sento fortunata, grata e felice per aver celebrato il mio attuale contratto con te e per permettermi di stare al tuo fianco per essere ogni volta migliore. Definitivamente sei la migliore delle mie creazioni. Ti amo!

Vivi Cervera. Copyright 2009. Diritti d’autore riservati

Traducido por Sabrina Selmo (fissel_1@yahoo.it)

Annunci