Da Vivi Cervera

Una domanda che mi fanno spesso i miei lettori è: Perché se sto cambiando, cancellando, liberando vecchie memorie, i problemi sembrano uscire dal niente e invadere di nuovo la mia vita?

Per rispondere, ti porrò un esempio: Risulta che in questo istante hai deciso che la tua vita deve avere un giro di 180 gradi; per  questa stessa ragione vuoi eliminare la colite e l’emicrania che sono state tue fedeli compagne per 10 anni. Allora inizi una pulizia di pensieri mentali, una liberazione di energie bloccate, scegli il metodo che più si adatta alla tua necessità e inizi l’eliminazione di memorie vecchie; in questo modo inizi ad instaurare un nuovo dialogo interiore carico d’amore e comprensione con il tuo essere, ti rincontri con te stesso/a al fine di creare nuovi percorsi neurali . Una volta iniziato questo processo, ti senti altamente ottimista e con la leggera impressione che tutto ciò porterà alla tua vita i risultati che ti aspetti.

Non appena cominci il tuo processo di pulizia emozionale, quasi allo stesso tempo in cui pretendi di liberare quella colite, gli organi del tuo corpo sembrano rivelarsi, sembrano interporsi tra il processo di guarigione e te , facendo si che il dolore torni ad appropriarsi del tuo intestino grasso e della tua testa .  Così sorgono dentro di te varie domande: Mi sto curando veramente ?  Starò eseguendo bene i miei processi di liberazione? Sto saltando qualche passaggio? Funzionerà? Può essere che mi sono sbagliato in questo? Sarà possibile che tutto mi riesce sempre male?

Ovviamente non sei tu, di fatto stai facendo tutto molto bene come ogni cosa che intraprendi; ciò che succede è che i sintomi o sensazioni che tornano al tuo corpo quando lo stai pulendo, sono la manifestazione che questa liberazione ha cominciato a funzionare. E’ uguale a come quando prendi uno sciroppo per le amebe e senti nausea così come altri sintomi che ti indicano quanto aveva bisogno di essere ripulito il tuo corpo. Molti sintomi ritornano, dolori, angosce, momenti di depressione, nostalgia, pianto, infiammazioni, sensazioni di solitudine, di impotenza, discussioni, tutto questo è il processo che arriva per un lasso di tempo per poi andarsene. La cosa più importante nello sperimentare una crisi curativa è il fatto di non fermare il processo di pulizia in quanto si è cominciato a disintossicare il corpo. Un processo di disintossicazione comprende generalmente l’ esperienza sensoriale degli stessi sintomi che si rifiutano di lasciare il corpo. Queste reazioni possono succedere allo stesso modo di una discussione con il tuo compagno/a, con i tuoi figli o con il tuo capo (se stai ripulendo riguardo le tue relazioni), già che si presentano di nuovo come per dire alla tua coscienza: “sono qui di nuovo, disposto a difenderti, non puoi lasciarmi andare adesso, guarda per quanto tempo ti ho accompagnato insegnandoti che gli altri sono i colpevoli del tuo dolore, della tua pena! Non allontanarmi da te adesso”!!!

Qui è quando molte  persone pensano: oh questo non funziona, credo che stavo meglio prima di cominciare, tutti i miei dolori sono tornati e perfino più forti. In quel momento fermano il processo di guarigione, permettendo a quel dolore, a quella infiammazione di tornare a prendere possesso del loro corpo fino a che riescono ad esaurire le loro riserve di ottimismo e speranza di guarire.

Spero che questo non sia il tuo caso e che se stai pulendo il tuo corpo emozionale da tutto il passato doloroso, ti permetti di sentire quella incertezza, quel dialogo interno che ti inclina verso l’accettazione dei sintomi che sono tornati temporaneamente come parte della tua guarigione. Se quella persona con la quale hai condiviso parecchi momenti di rabbia ritorna nella tua vita ancora più arrabbiata di prima, come effetto della tua guarigione, permetti che accada, sii l’osservatore! Sii l’osservatrice! E aspetta che tutta questa necessità di proteggerti attraverso le discussioni, le liti e i reclami sparisca per lasciar posto all’essere di luce che hai sempre nascosto.

Quando il tuo corpo si è caricato per anni il peso del dolore fisico o del dolore emozionale, la cosa più logica è che ci sia una stretta connessione tra quel dolore e la tua bambina/tuo bambino interiore; questo significa che parte della terapia consiste nel dare il tempo necessario per riparare i danni con la conoscenza che non è possibile fallire nel tentativo perché c’è sempre l’apprendimento e il malessere del corpo è sempre un percorso che ci offre molte lezioni da imparare. E’ anche possibile che per 2 mesi ti senti benissimo, ma che improvvisamente un giorno percepisci di nuovo che è tornato il dolore, se questo accadesse penserai immediatamente che c’è molto di più da ripulire e sentirai gratitudine per esserti sentito molto bene per il periodo di 2 mesi. Io più che nessun altro so che quando ritorna un dolore o un sintomo può esserci molta paura e che questa paura oscura un poco il panorama, tuttavia bisogna andare oltre, restando coscienti che il malessere è un ricordo e se è un ricordo allora non esiste, questo lo fa una illusione.

In quasi tutti i processi di pulizia ci sono le crisi curative, in quasi tutti esiste la sensazione che non stiamo facendo bene le cose, allo stesso modo in quasi tutti possiamo scegliere il coraggio per prendere l’impulso necessario. Credo che il problema non è il fatto di avere paura, il problema reale è nel cercare di resisterle o rifiutarla. Questo lo dico io che ho avuto (e continuo ad averne) paura molte volte nella mia vita come parte della mia stessa guarigione.

Vivi Cervera. Copyright 2009. Diritti d’autore riservati.

Traducido por Sabrina Selmo (email: fissel_1@yahoo.it)

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