Di Vivi Cervera

Conoscere il significato della libertà implica molto più della facilità di trasportarsi da un luogo all’altro, richiede molto più della possibilità di parlare ed essere ascoltati, ha bisogno molto più che denaro in tasca per vivere la vita, ha bisogno molto più di ciò che immaginiamo. Un essere umano comincia a sperimentare la libertà quando acquisisce conoscimento, quando cerca il modo di illuminare le aree della sua vita che si trovano oscurate dalle impronte di un passato che non se ne vuole andare.

Siamo venuti in questo posto per guarire un sentimento che proviene dal passato; si tratta della colpa. L’ultima volta che ho parlato di questo, le persone che mi ascoltavano, piangevano nel comprendere qual’era l’origine della loro eterna sofferenza e la ragione per cui tutti i loro sforzi per essere felici sembravano inutili e senza senso. Questo mi ha motivata a scrivere questo articolo per te, perché so che da molto tempo porti con te ovunque il dubbio se lo hai fatto bene o no, la domanda perché non ti sei fermato quando era il momento, metti in discussione il perché sei stato in quel posto quando non dovevi, o il perché non hai pronunciato le parole corrette, ti chiedi anche perché hai permesso che quella persona se ne andasse, ti ferisci una e più volte chiedendoti perché hai lasciato andare quella occasione, quel sogno, quell’amore, quel denaro, quell’essere caro, quel lavoro, quel paese, quella notte.

So che non è stato facile. Siamo venuti a questo mondo sentendo colpa per aver fatto soffrire nostra madre durante il parto e da quel momento ci è stato fatto capire che la vita funzionava a base di ricompense sul  “buon comportamento” e di  castighi sul “mal comportamento”. Siamo stati educati a sentire la colpa di esistere e ora stiamo cominciando a correggerci. Questo è il momento, né prima né dopo. Accetta questo ora e senza pensarci tanto, per favore. Hai scelto questa realtà per modificare un pensiero che ti è uscito fuori controllo, quel pensiero è che ti ha fatto sentire sempre colpevole. Da quel sentimento proviene l’ autocastigo con il quale generalmente “paghiamo” per essere vivi. Paghiamo con il nostro stesso corpo fisico, con le nostre relazioni, paghiamo con le nostre pertinenze. Paghiamo anche con un sistema di credenze che è obsoleto.

La carenza arriva nella tua vita quando credi che ti manca qualcosa e mentre più hai bisogno di quel qualcosa, più sembrerà allontanarsi da te. Allo stesso modo, mentre ti senti più colpevole avrai quindi più bisogno di creare situazioni che facciano soffrire, perché così credi inconsciamente che stai dando qualcosa in cambio. Qualcosa che può diffondere luce su questi sentimenti inutili è il fatto di comprendere che sei qui per rendere validi alcuni “contratti emozionali” (Leggere l’articolo Contratto emozionale in questo blog), che comprendono le tue relazioni con alcune persone e che pertanto quelle persone alle quali credi di aver recato danno sono parte di un patto per crescere, sono parte di un accordo, nel quale potranno sperimentarsi in modi diversi per conoscere così il proposito di essere qui. Tu sei parte di quel proposito e sei responsabile di esso, non più colpevole.

La colpa è parente della paura e si esprime in molte forme. In alcune occasioni non abbiamo nemmeno il tempo per pensare sul perché e abbiamo solo bisogno di focalizzarci nel guarire le nostre paure di fronte alla vita, omettendo un poco la logica per non perderci nei loro concetti. Quando nasci diverso stai accettando una sfida con la quale potrai ferirti per il resto dei tuo giorni o con la quale potrai anche illuminarti per appoggiare chi qualche volta si sente uguale  a te. Credo che tutti soffriamo di odio verso noi stessi a piccole o grandi dosi, nel profondo ci odiamo per considerarci cattivi, non meritevoli di momenti felici, non meritevoli dell’amore, del denaro, di pace e quindi con tutto ciò nella nostra coscienza , creiamo situazioni che riflettono questo odio, creiamo malattia, dolore, carenza, morte.

A volte non c’è spazio per le domande né per le risposte, c’è solo posto per l’amore, per  ricostruire quella relazione con te che hai perso, per irradiare luce in ogni direzione verso dove ti porta la vita, per sorridere di fronte alle sfide. Può essere che in questo momento sorgano molte domande che nessuno ha saputo risponderti, ma la questione è: ti dedicherai a cercare le risposte? O comincerai a pensare che hai solo questo istante per rifare la tua vita e per dirti che ti ami, perché sei innocente di tutto ciò che ti accusi. Ricordo che tempo fa leggevo Elizabeth Kübler Ross in uno dei suoi libri sulla morte e lei mi fece reagire, quando lessi che in una occasione andava per le strade così affamata che era disposta a strappare un pezzo di pane a qualsiasi bambino affamato che avesse visto. Questo mi fece comprendere ancora di più una frase che mio padre mi insegnò: “Siamo un poco di tutto”.

Allora, se io fossi stata educata come te, se avessi avuto le tue stesse esperienze, se avessi scelto le tue stesse vivenze, avrei agito esattamente come te. Generalmente l’essere umano è prodotto dal mezzo in cui si sviluppa, così che tu ed io siamo parte dello stesso, siamo capaci di fare la stessa cose per fame, per sete, per paura e per amore.

Voglio chiederti per favore di meditare sull’affermazione che voglio regalarti e che ho preso dal libro di Sondra Ray  “Relazioni con amore”. Datti l’opportunità di sentire la tua voce interiore attraverso questo articolo e ricostruisci la tua vita, il tuo mondo pensando:

“Io _________ Sono innocente. Merito amore, denaro, salute (o ciò che vuoi aggiungere).

Infine perdonati. Se non sei indulgente con te stesso allora  Chi lo sarà? Ricorda che sempre, sempre, sempre, sei innocente. L’amore è innocente. Anche il denaro lo è. Sei innocente, responsabile, ma mai sei colpevole. Sei parte del progetto di qualcuno, sei parte del piano universale e per questo tutti nell’ universo facciamo festa perché sei qui. Questa io la chiamo libertà. Stai imparando a volare, con le tue ali al vento, scegli di conoscere la vita, conoscere l’ amore, scegli di conoscere Dio.

Ti amo, Mi dispiace, Grazie per essere qui.

Traducido por Sabrina (fissel_1@yahoo.it)

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