Molte volte ci chiediamo: Perché abbiamo delle relazioni che ci fanno male, feriscono, intossicano, frustrano o che quasi “uccidono”  ? Secondo la mia personale opinione è tramite questo tipo di relazioni che può svilupparsi il  gioco della vita. Ogni parola, ogni offesa, ogni azione disonesta della quale tu sia stato vittima, in fondo non è altro che la opportunità che ti viene data affinché guarisci o ripulisci qualcosa di sconosciuto in te, qualcosa che sai già o di cui non hai idea trovarsi lì. Allora, approfitta di ogni parola dolorosa e pronuncia: ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie. Fallo senza domande e senza pensare a cosa serve, perché, a chi, dove, come o se avessi; se inizi a porti domande sprofonderai ancora di più e sarà più difficile uscire dai meandri della tua mente.

La vita su questo pianeta si costruisce sulla base di relazioni: stiamo costantemente interagendo con situazioni, persone, animali, oggetti o esseri che nemmeno sappiamo esistere li. Anche nella maggior parte dei nostri silenzi siamo connessi a qualcosa, comunicando con qualcosa, esprimendo qualcosa. Tra le situazioni che considero più complesse da vivere c’è quella in cui qualcuno ti ferisce, ti offende, ti danneggia  e quando non hai idea di come uscirne, di come lasciare nel passato , di come liberarti. Puoi ritrovarti che non desideri lasciare andare o  puoi ritrovarti che lasciar andare è il tuo maggiore desiderio ma qualcosa te lo impedisce. Non sai cos’è. Non sai come lasciar andare. Di cosa si tratta?

Si tratta di una memoria, un ricordo, qualcosa che può essere  superficiale o profondo, qualcosa improvvisamente è apparso nella tua schermata mentale affinché tu lo ripulissi anche se è stata un’altra persona a dirlo. E qui ti chiedi: Sarebbe a dire che oltre ad aver ricevuto un’offesa  devo anche tenere in considerazione che è partita da me e guarirla?

La risposta dolorosa è SI. E in certi casi il processo fa male, si. Ma è comprensibile all’inizio che sei un essere umano e che è tenendo in considerazione quello che ti ho sempre detto: sii tollerante, sii paziente, sii indulgente con te stessa. Accetta i tuoi processi. Accetta i tuoi tempi. Ci sono situazioni che non riuscirai ad assimilare in un giorno, né reagirai elegantemente quando accadranno. La cosa più probabile è che ti arrabbi, che additi, che colpevolizzi, che piangi o che addirittura tenti di restituire l’offesa. È tutto normale è la tua scuola. Sarà difficile che in quel momento tu dica a te stessa: mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo. Tuttavia ci riuscirai con il tempo, le cause del fatto possono essersi perse in quello stesso tempo.

Tempo. Permetti che ti curi il tempo. Il perdono non è solo un affare tuo, anche questo proviene dal cielo. Non forzare le cose. Lascia che arrivi quando deve arrivare, rispetta il suo momento e lo farà dolcemente e delicatamente come il profumo delle rose. Allora i tuoi dolori se ne andranno, le tue ferite si chiuderanno. Per ora non smettere di amarti e di approvarti in ognuno dei tuoi giorni. Otterrai i regali di quanto accaduto quando comprenderai che è stata una esperienza necessaria, guaritrice e in un certo modo , positiva.

Ti amo. Grazie per leggermi.

Vivi Cervera © Tutti i diritti riservati.

Para comunicarte con Sabrina Selmo la traductora de este artículo escribe a su correo: fissel_1@yahoo.it

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